La regione Lazio vuole il security manager nelle infrastrutture sanitarie.

La regione Lazio vuole il security manager nelle infrastrutture sanitarie.

Le strutture ospedaliere manifestano da anni l’urgenza di un sistema di sicurezza che comprenda la gestione dei rischi criminosi. Il 26 giugno di ques’anno, la Regione Lazio è la prima a dare una risposta a questa esigenza. Con l’approvazione della mozione n. 240 introduce l’obbligo della figura del professionista della security aziendale (Security Manager) nelle strutture sanitarie pubbliche e private, considerate Infrastrutture Critiche (IC).

Le IC comprendono tutte le fondamentali per la vita dei cittadini come il servizio elettrico, la fornitura di gas, i trasporti, le comunicazioni. E, naturalmente, i servizi sanitari. Ecco perchè un sistema di sicurezza efficace non può esimersi dalla gestione integrata di tutti i rischi, dalla loro natura fortuita o dolosa. Alle aree tematiche di rischio generali, come la salute e sicurezza dei lavoratori, la protezione dei dati e informazioni, la sicurezza fisica del patrimonio, si affiancano specifici profili di rischio legati alla mansione, alle caratteristiche dell’attività, al contesto in cui l’azienda opera.

La norma UNI 10459:2017 disciplina i requisiti e le competenze del professionista della security, destinato a diventare un riferimento non solo per le aziende di servizi strategici, ma per tutte le attività economiche professionali, commerciali e produttive.

L’approfondimento di Safety e Security magazine a cura di Giovanni Villarosa, chiarisce il ruolo e le attività del security manager nel comparto ospedaliero.